Villaggio “Il Sogno” (in definizione)
L’intervento proposto pone come obiettivo l’integrazione di alcune
direttrici di lavoro comuni e lo sviluppo delle tematiche “obiettivo” di
progetto attraverso lo sguardo e la lettura degli elementi critici da parte di alcune discipline molto specifiche come l’Architettura, il Design,
l’Ergonomia, la Psicologia, la Tecnologia, l’Economia, il Recupero etc.
L’integrazione di queste specialistiche e l’approccio multidisciplinare consentirà di sviluppare un progetto fondato sulle necessità delle persone, quindi focalizzato sui principi dello User Centered Design, ma f inalizzato al sostegno della dimensione della protezione, della cura e del reinserimento delle donne vittima di violenza, mentre i minori porre i programmi di riinserimento nella società.
La progettazione sarà orientata alla definizione di un modello spaziale e abitativo in cui la convivenza e la condivisione di esistenze complesse sarà considerata come un’opportunità e la logica distrubutiva dello spazio avrà una particolare attenzione al superamento del concetto di isolamento e segregazione. La considerazione delle molteplici e complesse esigenze f isiche e psicologiche dei diversi soggetti che abiteranno lo spazio e lo vivranno per dargli una identità di “luogo sicuro”, il primo di una serie di punti cardine su cui le diverse aree specialistiche dovranno dare il loro contributo.
Il villaggio potrà essere considerato come una sorta di luogo di sperimentazione delle sensazioni di vita e di cura in continua evoluzione per queste persone fragili e per chi le asiste in una sorta di Living Lab dove si proseguirà, attraverso un lavoro di ricerca continuo, la raccolta dati su linee di sviluppo future di servizi inerenti questo tipo di assistenza.
L’integrazione di queste specialistiche e l’approccio multidisciplinare consentirà di sviluppare un progetto fondato sulle necessità delle persone, quindi focalizzato sui principi dello User Centered Design, ma f inalizzato al sostegno della dimensione della protezione, della cura e del reinserimento delle donne vittima di violenza, mentre i minori porre i programmi di riinserimento nella società.
La progettazione sarà orientata alla definizione di un modello spaziale e abitativo in cui la convivenza e la condivisione di esistenze complesse sarà considerata come un’opportunità e la logica distrubutiva dello spazio avrà una particolare attenzione al superamento del concetto di isolamento e segregazione. La considerazione delle molteplici e complesse esigenze f isiche e psicologiche dei diversi soggetti che abiteranno lo spazio e lo vivranno per dargli una identità di “luogo sicuro”, il primo di una serie di punti cardine su cui le diverse aree specialistiche dovranno dare il loro contributo.
Il villaggio potrà essere considerato come una sorta di luogo di sperimentazione delle sensazioni di vita e di cura in continua evoluzione per queste persone fragili e per chi le asiste in una sorta di Living Lab dove si proseguirà, attraverso un lavoro di ricerca continuo, la raccolta dati su linee di sviluppo future di servizi inerenti questo tipo di assistenza.


